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Educare quotidiano: i percorsi psicologici di Meta

Fare educazione è, senza dubbio, una sfida quotidiana, e tale caratteristica impone di guardare oltre l’orario scolastico; per questo motivo, dal 1991, Meta si dedica alla proposta educativa con continuità, lungo l’intero anno solare.
Fare educazione è anche un’esperienza da vivere insieme agli altri, ed è per questo motivo che da sempre collaboriamo con le scuole, con i docenti e con le famiglie, nell’ottica di costruire un’attività il più possibile “a misura di persona” e contestualizzata nell’ambiente e nel territorio che ci circonda.

“META a scuola: percorsi psicologici” è il titolo che abbiamo scelto per questa pubblicazione, perché sia evidente il focus di Meta sull’educazione e per sottolineare quanto ci stia a cuore affrontare questa sfida nel territorio elettivo della scuola.

“META a scuola” raccoglie la nostra offerta per il mondo dell’educazione, che si compone di: laboratori per la seconda infanzia (3-6 anni), per la scuola primaria e per la scuola secondaria di primo e secondo grado.

Le nostre attività vedono come attori della scena e del processo tutto il sistema scuola. Non solo gli alunni, dunque, ma anche la famiglia e i docenti che se ne occupano. Ogni passo e ogni progetto sarà quindi presentato alle famiglie, ascoltando i loro bisogni e necessità. Il lavoro verrà concordato con gli insegnanti, adeguandolo non solo all’età degli alunni coinvolti, ma anche alla singola classe e ai singoli partecipanti. Adottando nel nostro lavoro i principi della pedagogia dell’avventura, crediamo che il cambiamento e l’apprendimento possano nascere solo dall’esperienza diretta; per questo vengono proposti dei progetti in cui i bambini e i ragazzi siano soggetti attivi, come nelle attività di role playing, i laboratori narrativi e di video maker, che riescono a catturarne l’interesse, in quanto si comunica con il loro linguaggio, con mezzi conosciuti. Queste attività permettono l’identificazione attiva che porta ad una riflessione sul proprio comportamento e su quello altrui, utile per contrastare ad esempio i fenomeni di bullismo e cyber bullismo.

Tra le metodologie di intervento proposte:

  • L’osservazione nel contesto della scuola durante le attività curricolari
  • Sportello per i ragazzi delle scuole secondarie di primo e secondo grado
  • Supervisione e consulenza individualizzata e di gruppo.

Approcci trasversali di lavoro saranno le tecniche di ascolto attivo e lo strumento della narrazione per rielaborare vissuti ed esperienze.

 

L’obiettivo principale della scuola è quello di creare uomini che sono capaci di fare cose nuove, e non semplicemente ripetere quello che altre generazioni hanno fatto.

Jean Piaget

 

Il nostro modello di lavoro proposto trae spunto dal panorama teorico della psicologia (psicologia dello sviluppo, psicologia psicodinamica, psicologia cognitiva e neuroscienze) e della pedagogia (Maria Montessori, Dewey, Loris Malaguzzi, Bruner, Pier Giorgio Reggio e Daniele Novara), coniugando le ricerche e il lavoro clinico e pedagogico-sperimentale di diversi autori. La finalità principale del nostro modello è quella di utilizzare un approccio integrato che coniughi il lavoro col bambino e la famiglia, con il lavoro con la scuola e i servizi territoriali.

Tra i riferimenti teorici fondamentali citiamo la teoria dell’attaccamento (Bowlby, 1907-1990), poiché all’interno delle primissime relazioni il bambino sperimenta e dà l’avvio al processo di simbolizzazione e separazione.

Il lavoro nel contesto scolastico (osservazione, sportello coi genitori, consulenza agli insegnanti) trae ispirazione nelle sue ipotesi anche dalla dinamica di relazione del minore con la figura di riferimento e con la conseguente capacità di questa di mentalizzare i bisogni del bambino. Le diverse figure di riferimento del bambino potranno arricchire il suo bagaglio di competenze sociali. Proprio per questo motivo è di grande importanza il lavoro di osservazione e riflessione sulle dinamiche di relazione dei minori al fine di supportarli, tramite un lavoro congiunto con scuola e famiglia, nello sviluppo di nuove strategie e competenze emotive e relazionali.

Di grande rilevanza per il nostro modello di lavoro è il focus sull’intelligenza emotiva: Gottman, psicologo e docente emerito presso l’università di Washington, in una sua ricerca longitudinale con bambini e famiglie, riprende il lavoro di Goleman sull’intelligenza emotiva, per dimostrare come i bambini con genitori più efficaci nel gestire le loro emozioni e nel dar loro un significato affettivo e relazionale erano quelli con miglior rendimento scolastico e miglior benessere percepito in diversi contesti di vita.

Tra i principi teorici di riferimento utilizziamo anche l’approccio sistemico, secondo cui l’essere umano sia l’esito di processi interattivi e la soggettività venga costruita nell’interazione con l’ambiente e con gli altri individui. Quando si parla di sistema, il focus può essere puntato su tutti i contesti di relazione del minore, dalla famiglia alla scuola, dai pari agli adulti di riferimento, in quanto tali sistemi sono in connessione l’uno con l’altro.

Un approccio sistemico permette di uscire da una logica di etichettamento del bambino o della famiglia (es. “bambino difficile”; una “famiglia sfuggente”) che immobilizza all’interno di una categoria diagnostica, sottovalutando le risorse e le capacità di riorganizzazione del sistema stesso.

Infine, le premesse teoriche che si basano sugli studi di neuroscienze e le ricadute cliniche di questi sono di rilevanza per il modello di lavoro in questione. In particolare utilizziamo come background il lavoro sui neuroni mirror rispetto al ruolo negli apprendimenti imitativi di base, fino all’ipotesi di un loro coinvolgimento nell’apprendimento di costrutti complessi come l’empatia (Rizzolatti et alii).

Nello specifico, per approcciare l’adolescenza, considereremo Siegel per i suoi studi e i suoi lavori clinici che tengono conto della grande evoluzione a livello corticale nell’età 11-20 e di come questi cambiamenti influenzino la presa di decisione e le condotte impulsive tipiche dell’adolescenza.