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La prima estate del giardino delle farfalle a Cascina Costa Alta

Intervista a Erika Marullo, referente META per i servizi estivi e per le attività educative per classi e gruppi.

Quando è nata l’idea di questo progetto?  

Il progetto è nato all’incirca due anni fa, a seguito della vittoria di un bando sul Capacity Building. In linea con i principi di META, abbiamo deciso, insieme alla socia e formatrice Maria Cristina Cesana, di incentrarlo sull’educazione ambientale, declinata in momenti di spiegazione teorica, seguita dall’applicazione pratica di quanto imparato in classe.

Chi è stato coinvolto? Chi ha svolto quale ruolo?  

Nella realizzazione del progetto sono stati coinvolti gli educatori Silvia Lupi, la formatrice Maria Cristina Cesana e un gruppo di pazienti del Cps di Cesano Maderno, che sono stati d’aiuto nei lavori più pratici di messa in opera del giardino. 

Quali sono state le diverse fasi del progetto?  

Dopo una prima fase teorica di formazione dei vari operatori dell’educazione ambientale, a cura di Maria Cristina Cesana; i ragazzi del Cps hanno ripulito la zona destinata al giardino, sempre sotto la direzione di Maria Cristina Cesana, successivamente Silvia Lupi, Silvia Arienti e Davide Bolzoni hanno offerto il nostro contributo occupandoci della preparazione del terreno per permettere la successiva fase di piantumazione, sempre a cura di Maria Cristina. 

Come si allevano le farfalle?  

Le uova delle varie specie di farfalle vengono prelevate in natura dalle varie piante nutrici e posizionate all’interno di teche apposite che presentano umidità e ventilazione controllate. Le uova sono vengono adagiate sulla giusta pianta nutrice, coltivata nel corretto substrato, si attende quindi la formazione del bozzolo e la conseguente schiusa. Dopo la nascita, le farfalle vengono liberate nel Parco di Monza.

In che cosa consiste il giardino delle farfalle? Come è stato preparato?  

Il giardino, di 10 m di lunghezza e 3.5 m di larghezza, dotato di impianto di irrigazione automatico, ospita diverse specie di piante autoctone in grado di attirare le farfalle, che sono state scelte di modo da avere sempre almeno due piante in fiore, cosicché il giardino sia attivo tutto l’anno. Ogni pianta è corredata di cartellino illustrativo per poter essere facilmente identificata da chiunque sia interessato.  

Che tipi di farfalle ci sono?  

All’interno del giardino possiamo trovare due tra i lepidotteri più comuni, quali la Pieris brassicae, meglio nota come Cavolaia Maggiore, e il Macaone, o Papilio machaon, una tra le più belle farfalle italiane.  Non mancano poi alcune specie del genere Vanessa, oltre a diverse specie di sfingidi come, ad esempio, la Sfinge dell’oleandro, la più grossa falena italiana. 

Quali attività per le scuole si fanno nel giardino delle farfalle? 

Il progetto: “Il giardino delle farfalle” consta di una parte teorica, in cui si spiega ai bambini lo sviluppo della farfalla – dall’uovo all’insetto adulto – alla quale fanno seguito i laboratori, strutturati in base all’età dell’utenza: avremo, quindi, una spiegazione semplificata per i bimbi della scuola materna e una più particolareggiata per i bambini della scuola primaria accompagnata dall’utilizzo dello stereo-microscopio, appositamente acquistato per il laboratorio. L’attività si sposta poi sul campo, con l’osservazione della flora e della fauna presente nel giardino, perché le piante attirano non solo le farfalle ma anche molti altri insetti, come coccinelle, api e piccoli mammiferi, come i ricci e rettili, quali le lucertole. Questa ricca fauna ci permette di attirare l’attenzione dei più piccoli sull’importanza della conservazione della biodiversità. 

Come fare per prenotare un’attività? 

È sufficiente contattare la responsabile dell’educazione ambientale, Silvia Arienti, al numero 335 530 9441 il lunedì il mercoledì e il venerdì dalle 11.00 alle 14.00 e il martedì e il giovedì dalle 15.00 alle 18.00; oppure scrivere a ambiente@metacoop.org richiedendo di partecipare all’attività.