Dal 2027 nascerà il nuovo Organismo per la parità, un’autorità indipendente chiamata a rafforzare le tutele contro le discriminazioni e a promuovere la parità di trattamento nel lavoro, nell’accesso a beni e servizi, nella sicurezza sociale e nel mondo delle imprese. Il riferimento è il Decreto Legislativo 7 maggio 2026, n. 91, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 23 maggio 2026, che recepisce le direttive europee 2024/1499 e 2024/1500.
Per META questa notizia non è solo un aggiornamento normativo: è un richiamo forte al senso del nostro lavoro.
Crediamo che la parità di genere non si costruisca soltanto attraverso organismi, procedure e strumenti di tutela, pur necessari. Si costruisce ogni giorno nelle relazioni, nelle parole che scegliamo, nei contesti educativi che abitiamo, nelle opportunità che rendiamo accessibili, nei ruoli che riconosciamo, nel modo in cui ascoltiamo e valorizziamo le differenze.
La parità di genere, quindi, riguarda anche il nostro modo di educare, lavorare, comunicare e cooperare. Significa contrastare stereotipi e discriminazioni, promuovere corresponsabilità, riconoscere competenze e desideri senza limitarli a ruoli predefiniti. Significa creare spazi in cui bambine, bambini, adolescenti, famiglie, lavoratrici, lavoratori e comunità possano sentirsi riconosciuti e riconosciute.
Anche il linguaggio è parte di questo impegno: per META usare parole rispettose, inclusive e accessibili significa contribuire alla costruzione di una società più giusta, capace di non invisibilizzare nessuno e nessuna.
La nuova normativa ci ricorda che la parità è un diritto da tutelare. Il nostro lavoro quotidiano ci ricorda che è anche una cultura da coltivare.
